Quando c'è la passione..

Wonderland Parte II: Giacomo, la storia e il colore

Nel post precedente ho parlato di Wonderland Hair, un rifugio fuori dal tempo nel cuore di Genova; ho parlato anche di Christian Favale, alias IWasKMutu, ed è stato proprio lui ad indirizzarmi a Giacomo, il cuore vero di Wonderland.

Voglio andare avanti con questo progetto perché mi è piaciuto da matti l’approccio, fuori dagli schemi: intendiamoci, non stiamo parlando di un Centro Culturale, ma di una Cultura vera e propria, dell’amore di una persona (e del suo staff) per un mestiere.
Ho sempre adorato quelle insegne stile americano, i “bolli” che giravano con le righe bianche, rosse e bluette.. ma non mi sono mai avvicinata – il gender stavolta colpisce! – ma adesso posso rimediare, ponendo a Giacomo Pichereddu qualche domanda.

Senza filtro, con immagini che arrivano direttamente dalla pagina Facebook.
Se siete da quelle parti, andateci per favore, e fatevi stupire!

Giacomo, come nasce l’idea di Wonderland e, soprattutto, quando?
Wonderland nasce a Genova ispirato alle sale da barba britanniche visitate da me tra i miei 20 e 25 anni.
Un vecchio Barbiere, Enzo Zangari di Sestri Ponente (Genova), decide di cedere la sua attività unicamente al primo collega interessato a portare avanti questo negozio dove Enzo ha persino sviluppato l’apprendistato. Al passaggio di consegne eccomi pronto a cogliere l’occasione data la mia qualifica conseguita dopo 8 anni di onorato apprendistato.
“Ho sempre creduto che ognuno di noi è venuto al mondo per esprimere totalmente la sua vocazione e che, nel momento in cui ha la possibilità di farlo, debba dedicarsi al massimo delle sue potenzialità. Quando la completa dedizione coincide con la passione propria, il risultato che ne consegue è quello della formazione di una figura professionale motivata ad ottenere risultati di alta qualità.” Wonderland è stato fondato su questo principio, e lavora ogni giorno al fine di garantire il miglior servizio possibile. Dopo un anno di avviamento e l’ingresso del mio fido collaboratore Iesan la situazione inizia a prendere forma e si basa su un’alta qualità di servizio, un’immagine forte e personalizzata, formazione e comunicazione attraverso i motori che oggi abbiamo a disposizione. Sempre con uno stile British da noi molto amato e ancora oggi di forte ispirazione.

Volevamo essere diversi dai comuni saloni unisex freddi e noiosi dove gli uomini si erano riversati nell’ultimo ventennio.

Wonderland Crew

Ecco, il progetto potrebbe sembrare “banale”: un salone da uomo è cosa che si vede ad ogni angolo di strada.. ma guardando la vostra pagina e le vostre foto si capisce che di banale non c’è niente. Quanta soddisfazione ti ha dato la realizzazione del locale?
Il progetto può sembrare banale, come dici tu, ma diventa unico dopo l’ingresso di altre due figure importanti come quelle di Matteo e Daniele, da noi formati attraverso un format che incarna i nostri pilastri di eticainserisce la fotografia come supporto di report per il nostro lavoro quotidiano. Io e Iesan c’eravamo già dedicati a shooting fotografici avendo un buon successo con due libri di tagli e barbe, con protagonisti i nostri clienti di tutti i giorni contestualizzati a temi British e di tendenza (Street Brothers, Sir. JOB). Ma il report quotidiano sembra esprimere ciò che accade in Wonderland e ci rende più pubblici di quanto lo fossimo prima. Voglio sottolineare che noi non usiamo immagini altrui come tanti fanno, non godiamo neanche di strumenti aziendali di grandi colossi – pur io essendo uno tra i 5 formatori ad oggi in Italia, nell’azienda leader nel settore (American Crew).
Ti devo dire quanta soddisfazione mi da tutto questo? Non riesco a godermelo, troppe cose portano a pensare che si può far meglio, non c’è tempo per guardare i risultati ora se non per analizzarli e criticarli.

Ad essere sincero l’unica cosa che mi godo è la crescita di un gruppo di ragazzi tra i 17 e i 25 anni che porteranno avanti questo progetto. Loro sono il chiaro esempio di chi ha voglia di essere qualcuno e essere concreti per un futuro migliore; questo vale più di ogni forma di denaro. Wonderland sono loro con la loro voglia di risolvere ogni problema, con la voglia di condividere ogni informazione tecnico umana.

Work

E il nome da dove arriva? Non hai pensato che un classico “Da Giacomo” fosse più adatto?
Ho l’esperienza di un cugino che lavora nel settore da anni ma credo sia caduto nel classicismo, forse dovrebbe imparare da te!
Ho sempre avuto una certa visione del mio lavoro per ancor prima sono stato cliente esigente.
Spero che questo modo di fare il mio lavoro, che va al di là comune taglio di capelli ma abbraccia un’idea di stile dell’uomo a 360 gradi, possa essere portato avanti dai ragazzi che sono cresciuti con me; per questo non poteva chiamarsi “da Giacomo”. In più Wonderland è un paese (negozio) dove si creano meraviglie (capelli).
Non mi è mai pesato tagliare capelli e seppur ispirato da tanti, ho cercato di trasmetterlo sempre a modo mio. Ma è un concetto che va al di là di me e che abbraccia ogni grande professionista, come i miei colleghi collaboratori.. quindi non poteva chiamarsi “da Giacomo”. Per chi vive il proprio lavoro con felicità amante di ciò che fa, quel contesto diventa Wonderland. Capisci non pesa lavorare!

Wonderland è un corner felice di tempo o di mondo di cui tutti possono far parte.

Wonderland Hair

Giuro che è la prima volta che mi emoziono per qualcosa del genere! Ma parlami degli arredi: anche questi sono tutt’altro che canonici. Quale stile hai scelto di adottare e perché?
Amo i mobili di una volta perché ci ricordano da dove veniamo, in più l’Inghilterra è la prima promotrice del vintage di ogni specie e io amo il fatto che una cosa possa avere una nuova vita e nuova funzione.
 Colleziono abbigliamento vintage e oggettistica, molti mi scambiano per un rigattiere ma realmente non amo il consumismo e trovo che talvolta il passato abbia più stile del presente. Inutile dirti che per i giovani di tendenza un ambiente così è di grande curiosità e ricercatezza, e che alle generazioni di 40enni e 50enni ricorda la casa che un tempo erano abituati a vedere. Tutti contenti ed il mio gusto pure!

La piastrella bisellata bianca rappresenta il bagno, luogo intimo per l’essere umano. La Croce di Genova la derivazione e il patriottismo di questo progetto, e delle mie origini. Genova mescolata tra antico e moderno, desiderosa di esplodere, artisticamente parlando, oramai da troppo tempo.

Wonderland

L’ultima parte la condivido appieno, sia per la scelta dei materiali (insomma, l’animo del period designer alla fine esce anche parlando di tutt’altro!) sia per l’amore che veramente traspare per la città. Genova per Giacomo e Firenze per me, un amore unico.
Un’ultima domanda, Giacomo: che cosa bolle in pentola al momento?
Non posso aggiungere cose su quello che accadrà ma considera che l’eta dei protagonisti è giovane, compresi gli sponsor recentemente aggiunti e quindi siamo ad un 20% del progetto. In 5 anni abbiamo gettato le basi ora con il Centraal si inizia a sviluppare….. Christian mi picchia se aggiungo altro.

WonderlandHair

Quindi non chiedo altro, ma sono veramente grata a Giacomo, e anche a Christian, per questo viaggio.
Continuerò a seguire gli sviluppi, e mi riservo il diritto di rompere le scatole a Giacomo per avere ancora più informazioni, magari qualcosa riuscirò a carpire!

La pagina Facebook di Wonderland Hair è qui, mentre il sito ufficiale si raggiunge qui (i video sono meravigliosi!).

full-stack graphic designer | social media manager | community manager | blogger, autrice e saggista | appassionata di Giappone, poker e pianoforte | mai senza occhiali da sole | attaccabrighe per natura