Vita da freelance: amici, parenti ed emicranie
Tra i tanti feede quotidiani oggi mi sono soffermata su di un articolo di Jacqueline di Web Designer Ledger che focalizza il punto sul lavoro dei freelance e coloro che gli ruotano intorno; Jacqueline racconta di come si imparino le lezioni quando amici e parenti ti sostengono, ti appoggiano, ti applaudono.. e ti chiedono!
Mi sono chiesta come funzionano le cose e ho ripescato vari episodi, tanto da stilare una top 5 (giusto per emulare con le parole quel genio di Hornby) di quello che riescono a chiedere i cosiddetti facenti parte della stretta cerchia..
Saltiamo tutta la parte che riguarda i complimenti e gli incoraggiamenti, ma fermiamoci un attimo su quello che di solito gli amici e gli zii e i cugini e i figli degli amici ti dicono all’inizio: “hey, poi quando avrai imparato bene mi farai il sito!“. Voi che cosa rispondereste, giovani virgulti? “Oh si certo!”
Errore! Vi siete appena giocati la carriera e i futuri guadagni!
Perche’ voi vi sarete gia’ dimenticati di quella promessa quasi estorta, ma il parente-serpente no! E’ li’ che aspetta, dietro l’angolo, trepidante.. ma vediamo questa classifica:
Mi fai un loghino per il circolo di cucito?
La classica domanda che ti fanno tutti: amici, amici degli amici, parenti acquisiti e conoscenti di quarto grado.
Pensi che sia roba da poco, un’oretta al massimo.. per scrupolo pero’ ti ci impegni e riesci a fare una cosa coi controfiocchi. Dopo duemila email in cui la serpe ti chiede come viene, in cui ti chiede di mette
re i colori della bocciofila locale, in cui ti allega la foto del primo ago della nonna di sua zia (foto scattata con una polaroid e scansionata a 1000x123456px), in cui ti chiede se ti e’ arrivato l’allegato “no perche’ mi e’ tornato indietro l’allegato che era di 9MB ma non so se la posta ha sbagliato“, in cui ti dice di fare con calma, in cui ti racconta che sono tutti entusiasti al circolino del cucinto… ecco che tu proponi il tuo logo.
La faccia e’ di quelle da funerale: “si e’ bello.. ma non lo si puo’ fare quadrato? .. e con i colori della cooperativa vinicola? .. e magari metti due aghi che e’ meglio.. anzi tre! No, per sicurezza mettine quattro e metti anche il filo in lame’ che fa tanto anni ’80! E anche che brilla!” E cosi’ va a finire che non solo ci perdi un sacco di tempo ma ti ritrovi a mettere insieme dieci elementi che non c’azzeccano niente l’uno con l’altro.
E come finisce? Che tu consegni il logo e dopo due settimane vedi che sul sito c’e’ il logo che ha fatto la nipotina della socia fondatrice untracentenaria… una ciofeca indefinibile!
Mi dai un’occhiatina al sito e mi dici come ti sembra?
Questo e’ un classico; fin quando ci si limita a dare un giudizio positivo va tutto bene, ma non fate mai l’errore di muovere un quarto di millesimo di critica su qualcosa: scatta la rappresaglia!
“Ma dai? Tu dici che le strisce viola sui pallini verdi non sono uno sfondo adatto per il sito dell’Oratorio? E che tutti quegli smiley possono essere pesanti? Ma a me sembrava che i link color arcobaleno e la musica di Papa don’t preach stssero benissimo! E anche le foto, mica posso rinunciare alle foto a dimensione poster! .. vabbe’, me lo rifai te?”
La tragedia.. l’universo e’ collassato sulle tue spalle! Ora, non solo gli devi rifare il sito – insomma, e’ sempre tuo zio e da piccolo ti ha foraggiato con paghette lussuriose – ma devi anche farglielo a gratis (sempre per via delle paghette lussuriose).. e anche in fretta perche’ il comitato organizzativo dell’oratorio Don Zauker deve inserire il reportage della gita alla Madonna di Lurdis!
Ah ma come faccio a tenerlo aggiornato?
Perche’ non bastava rifare il sito, adesso c’e’ anche da mantenerlo!
Le soluzioni sono due:
- ti metti di buona lena e spieghi al parentoide come aggiornare (no, non serve Word!), poi ti procuri un client ftp di facile utilizzo, in italiano (e spiegando che gli updates non sono allarmi atomici e che si possono fare in tutta sicurezza) e imposti tutti i dati dell’account (che avrai recuperato andando a piantonare la casa del titolare dell’hosting per avere username e password dimenticati dallo zio) ricordando al parentame che bisogna scegliere una password non troppo facile (ziomario non e’ una password cosi’ difficile da trovare); indi passi alla dimostrazione pratica rispondendo a tutte le domande idiote del caso (“ma lo sai che questi sono i colori della squadra del Buffalora Calcio? E sto bottone a che serve? Non e’ che faccio qualche danno irreparabile? Ma pensi che poi se lo faccio da casa funziona? E mi si connette anche dalla cucina? Ma le email non vanno da qui vero?“). Ripeti l’operazione, perche’ sai che bisogna ripetere le cose almeno tre volte. Glielo fai provare, rispondendo ancora a tutte le domande idiote del caso (“Ah, ai miei tempi internèt non c’era mica, si faceva tutto a mano, lo sapevi? Oh ma quando il computer e’ spento funziona il sito? Ma se voglio cambiare il colore lo fa da se’?“), scrivi su di un foglietto le istruzioni basilari tipo ricetta del minestrone e ti metti l’anima in pace!
…e ovviamente dopo tre o quattro ore ti telefona isterico sperando che tu gli risolva il problema che ti espone cosi’: “.. eh, stavo facendo l’aplod dei fail ma poi e’ diventato tutto rosso e si e’ stoppato e ora non parte piu’ nulla perche’ nemmeno internèt funziona..“; onde evitare un esaurimento nervoso e’ meglio passare alla soluzione numero 2..
- dici al coso che ci pensi tu.
Mi servirebbe una scritta..
Quando qualcuno dice cosi’ e’ bene prendersi una settimana di ferie.
Di solito la scritta e’ il Purgatorio di Dante che deve integrarsi in una delle sette cornici, tra l’omino appeso al bus della ING Direct e il bimbino clicca-clicca della Direct Line. Ah si, perche’ la scritta in questione va sul sito dell’amico che ha fatto una specie di societa’ con il cugino di tua nonna che e’ li’ che cerca di fare da tramite per le assicurazioni che cosi’ ci risparmiamo tutti con quel sistema.. a proposito non e’ che vuoi cambiare assicurazione? Perche’ noi ti garantiamo un rendimento senza mufloni aggiunti investendo in gusci di ostrica e unghie di caimano..
Torniamo alla scritta:
deve essere leggibile ma non grande, in alto ma non sopra, centrale ma non nel mezzo, che si veda bene da lontano ma con le lettere piccole, le “a” devono essere paciute ma le “e” devono essere stilizzate e le “t” non devono essere piu’ alte di un puffo; e poi deve essere color oro che stia bene sul lilla con la sfumatura verde pisello, ma non pisello marcio, piu’ il pisello della pubblicita’ della Valfrutta ma non cosi’ intenso, cioe’ appena un poco piu’ chiaro che sembra il colore della bandiera giapponese. Ah, la bandiera del Giappone non ha il verde? Vabbe’ fallo giallo allora, ma che stia bene sul turchese e con le sfumature color cinghiata sulla schiena.
Finita la fatica immane, creato un font apposito, creato una palette di colori che va dall’indaco-trackball-rotto all’ultravioletto-orchidea-selvaggia, studiato la posizione migliore con un geometra navigato e ombreggiato il tutto con il fard della Jolie ecco che arriva l’amico con l’idea che cambiera’ la tua vita: fallo nero! .. no, non avete capito: fallo nero lo scritto che cosi’ va bene con tutto, tanto alla fine il sito lo cambiamo e ho pensato che ce lo puoi fare te!
Mi dai un consiglio?
Altra settimana di ferie.. anzi, facciamo un mese.
Il tapino ti espone la sua idea: io voglio fare un sito per vendere questa cosa, che non e’ una cosa che compri ma e’ l’idea di fare questa cosa che e’ fica! E poi devi pensare che una volta che il target e’ a livello puoi fare questo e quello e il sito decolla! Ma mi dici come faccio a mettere in pratica questa cosa? Perche’ io ho il logo, ho l’hosting e mi sono anche registrato il dominio ma non ho capito tanto la storia della privacy che se poi non metto quella cosa delle informazioni mi fanno la
multa?
Bene, spieghiamogli la cosa. Che non ho capito cosa ma vado a tentoni.
Finito. Ciao!
Due giorni dopo ti manda una email alla quale decidi di rispondere subito (altro errore gravissimo) e poi continuano a susseguirsi le email dove ti chiede perfino che numero di scarpe porta Bill Gates. E via di filippiche interminabili su cosa fare e non fare, su cosa mettere o non mettere, su cosa ci metteresti tu o cosa ci metterebbe la Sora Lella..
Facciamola breve: va a finire che il sito lo fai te, gli eviti di passare per un seguace di Bin Laden, correggi i testi, ti procuri tutti i codici AdSense, AdWord, AdDentami etc etc, fai un bel pacchettino e glielo consegni.
Finita qui? Macche’! C’e’ il cugino del salumiere che deve fare il sito per vendere il prototipo del tapis roulant che fa saltare i maiali direttamente nell’insaccato e cercano un web designer…
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