Twitter ha definitivamente perso di credibilità!

Perché Twitter non è destinato al successo sempiterno

Di questi giorni la notizia che Twitter ha deciso di sospendere il programma di verifica (ovvero l’iconica e mai capita assegnazione dei bollini blue) per chiunque.
Ohibò, che cosa sarà mai successo?

La procedura per richiedere lo status di verifica è di per sé semplice, ma ho il sospetto che se non si abbiano conoscenze tra le fila del network, la bollinatura non avverrà nemmeno se si hanno i requisiti.
Di base basta adeguarsi alle regole che Twitter richiede: essere una celebrità in uno dei vari ambiti (sport, musica, cinema, giornalismo..), avere attivato il sistema di verifica in due step, avere un profilo pubblico ed una email valida. Basta poi compilare un modulo online, dare una spiegazione del perché vogliamo essere verificati, inserire almeno un paio di link che attestino chi siamo, mandargli dei documenti validi et voilà!

Et voilà un cazzo!
Sono almeno due anni che provo a far verificare l’account di un cliente che ha tutte le carte in regola (e anche di più) e vengo costantemente rimbalzata: “Eh no,” – mi scrivono le scimmiette automatizzate, “Ci spiace ma non ci sono i requisiti.“.

Che cosa vuol dire quindi avere il bollino blue?
Vuol dire essere riconosciuti come persona autentica e, come persona autentica e affidabile, avere una voce importante per dire qualcosa di importante. Usare Twitter come una cassa di risonanza è utile a tanti bollinati: pensate ad Elon Musk che fa dei suoi tweet delle imprese spaziali. Pensate alla NASA, giusto per parlar di spazio, che ci esalta con le nuove scoperte di Hubble, pensate a Trump.. no beh, non ci pensate che è meglio!

Torniamo al caso che ha sconvolto le alte sfere di un social che le sta provando tutte pur di rimanere fuori dal baratro del fallimento: qualche giorno fa sull’account di Jason Kessler arriva il bollino Chiquita.
Lo conoscete Kessler?

Vi dico chi è: è un ragazzone americano laureato in psicologia, amante delle poesie, taccheggiatore, che si è dato da diversi anni alla politica. Uno che quando parla è sempre incazzato, che dopo due minuti di speech gli si alza la pressione.
La sua visione del mondo non pare combaciare esattamente con quella del buon samaritano, è un “white supremacist” di alto livello, è uno che ha accusato il governo americano di aver brutalmente complottato per il genocidio della “gente bianca” (che mai vorrà dire non lo so.. io non sono bianca, tendo al color titanio anche quando faccio finta di prendere il sole).

Inquadrato il tipo?

Bene. Questa estate mister Kessler ha organizzato, nella sua Charlottesville, lo “United the Right rally“, una protesta contro la rimozione della statua di Robert E. Lee (comandante dell’esercito confederato) – causa che ha supportato per diverse volte e che in Agosto è sfociata in una marcia di “gente bianca” che vede calpestati i propri diritti.
Durante questa protesta una donna, Heather Heyer, è morta.
Kessler le ha rivolto epiteti assurdi (“una grassa e disgustosa comunista“) concludendo il discorso con “ha avuto quel che si meritava“.

Twitter lo ha verificato.

Ha verificato quest’uomo. Gi ha dato il bollino blue in segno di rispetto, di eccellenza, di fede e fiducia come portavoce della comunità. Lui.

Capirete che questa cosa non è passata inosservata e si sono scatenai su Twitter un sacco di vespai accusatori; la piattaforma è stata accusata di violazione dei diritti umani, di favorire l’odio raziale e di almeno un centianio di altre cose.

E quindi Twitter è corso ai ripari con questo tweet:

Chiaro, no?
Fermiamo il processo di verifica ma lasciamo che Kessler tenga il bollino blue.

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