Music & Designer – What’s your flavour?

Ho preso lo spunto da un post di Marco Olivetti intitolato “Lavorare con la musica: si, no?” per scrivere finalmente qualcosa a proposito di musica e design, o meglio di musica mentre si lavora.

Riporto la definizione da  it.wikipedia.org:

La musica è l’arte del generare, manipolare e combinare suoni che, secondo determinate leggi fisiche, risposte fisiologiche e convenzioni formali, esprimono e suscitano uno stimolo fisico ed emotivo attraverso l’apparato uditivo. Il generare suoni avviene, di norma, mediante la voce umana (canto) o mediante strumenti che, utilizzando i fenomeni dell’acustica, provocano la percezione uditiva e l’esperienza emotiva voluta dall’artista. Il significato del termine musica non è comunque univoco ed è molto dibattuto tra gli studiosi per via delle diverse accezioni utilizzate nei vari periodi storici. Etimologicamente deriva dall’aggettivo greco μουσικός/mousikos (relativo alle Muse, figure della mitologia greca e romana) riferito in modo sottinteso a tecnica, anch’esso derivante dal greco τέχνη/techne. In origine il termine musica non indicava una particolare arte, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di “perfetto” e “bello”.

La musica e’ sempre un bel sottofondo, e’ la colonna sonora della vita di tutti e ci sono dei momenti particolari che ricordiamo volentieri a suon di musica; quando lavoro c’e’ sempre qualcosa che suona.
Quando faccio i render su Wonderland di solito attacco Quintessential Mediaplayer e mi ascolto un bel po’ di jazz (il player tra l’altro trasmette le canzoni che ascolto via audioscrobbler al mio account su Last.fm), ho una playlist infinita che parte da Jamye Aebersold (e qualcuno ne potra’ ridere) fino a Weather Report. Indiscussi re di questa playlist sono Miles Davis, Herbie Hancock e Bill Evans.
Ma c’e’ anche altro: quando uso la tavoletta grafica ho bisogno di una scossa maggiore, devo punzecchiarmi il cervello con qualcosa che scarichi adrenalina nelle vene. Metallica, Iron Maiden, Slipknot, Animetal (e non ridete, ho tutta la discografia!), Dream Theater e compagnia bella. Inutile dire che anche la lirica e l’operistica sono importanti, soprattutto quando devo eseguire dei lavori difficili che richiedono parecchio tempo; inforco gli occhiali e via con Madama Butterfly, Carmen, Tosca, Cavalleria Rusticana e Gianni Schicchi. Adoro soprattutto le opere di Puccini, se sono cantate dalla Callas o dalla Tebaldi ancora meglio!
Anche su Auriga c’e’ Quintessential, ma questa nuova versione non pare funzionare molto bene con audioscrobbler, quindi non vedrete quello che ascolto.. e c’e’ di tutto. Cristina Aguilera? C’e’. Robbie Williams? C’e’. Richard Cheese? C’e’. Moltheni? C’e’. Litfiba? Eccoli! Stone Sour? Ci sono. Umkulu? Presenti! Ritmi e culture diversi, dal pop al nu metal, con qualche incursione di heavyjazz e fusion, Holdsworth su tutti.

L’unico momento in cui non ascolto la musica e’ quando traduco o quando devo fare delle correzioni ai testi, non riesco proprio a concentrarmi e trovare il filo del discorso. C’e’ chi riesce a studiare con la musica a tutto volume, io non ci sono mai riuscita. Pero’ riesco a cucinare con la musica, farmi la doccia, riesco a lavarmi anche i denti con le cuffiette dell’iPod =)
Quando mi metto in testa di suonare qualcosa che non conosco diventa ancora piu’ drastica la cosa: metto le cuffie con quella particolare canzone e cerco di rifarla, meta’ a orecchio e meta’ con lo spartito.
La musica e’ qualcosa che non si puo’ descrivere, cambia con gli ascoltatori ed ha un’estetica tutta sua; a questo proposito mi piace riprendere un paragrafo del libro Alta Fedelta’ di Nick Hornby, rigorosamente in inglese:

To me, making a tape is like writing a letter — there’s a lot of erasing and rethinking and starting again. A good compilation tape, like breaking up, is hard to do. You’ve got to kick off with a corker, to hold the attention (I started with “Got to Get You Off My Mind”, but then realized that she might not get any further than track one, side one if I delivered what she wanted straightaway, so I buried it in the middle of side two), and then you’ve got to up it a notch, or cool it a notch, and you can’t have white music and black music together, unless the white music sounds like black music, and you can’t have two tracks by the same artist side by side, unless you’ve done the whole thing in pairs and…oh, there are loads of rules.

Questo riassume praticamente tutto =)
In rete si trovano decine, centinaia di playlist – mi correggo, back to the oldies, si chiamano mixtape – e c’e’ anche qualcosa per i designers, ovvero The Designers Mixtapes e, se siete neofiti, c’e’ un bel wiki su come creare il mixtape perfetto: http://www.wikihow.com/Make-a-Perfect-Mix-Tape-or-CD.
Ci sono siti come Mixtape ME che permettono di creare e condividere la vostra propria mixtape, perfetta per ogni mood.

MixTape

E voi di che gusto siete?
Quale musica concilia meglio la vostra creativita’?
E quali sono le vostre playlits o mixtape che dir si voglia?
Questa, intanto, e’ la mia.

  • Slipknot – Snuff
  • Leonard Cohen – Who by fire
  • Herbie Hancock – Dolphin Dance
  • Elisa – Stay
  • Verve – Love is noise
  • Skid Row – I remember you
  • U2 & Mary J. Blige – One
  • Katatonia – My twin
  • New Order – True faith
  • Maxi-B & Matteo Pelli feat. Metro Stars – Fuori Controllo
  • Kelly Osbourne – Papa don’t preach
  • Russo & Rettore – Adrenalina
  • Ludovico Einaudi – Oltremare
  • Apocalyptica featuring Corey Taylor – I’m Not Jesus
  • Johnny Cash – Hurt
  • Alanis Morissette – Not as we
  • Marracash – Badabum Cha Cha
  • Manu Chao – Bienvenida a Tijuana
  • Iron Maiden – Fear of the dark
  • Miles Davis – In a silent way
  • Cinderella – Long cold winter
  • Madonna – The power of goodbye
  • Luca Carboni – Farfallina
  • Jaco Pastorius – Foreign fun

full-stack graphic designer | social media manager | community manager | blogger, autrice e saggista | appassionata di Giappone, poker e pianoforte | mai senza occhiali da sole | attaccabrighe per natura