Interior Design: quando Giappone e' sinonimo di stile abitativo

L’arte immobiliare di divide tra i grandi e moderni palazzi del dopoguerra e le abitazioni in stile Edo e Meiji, che in molti possono accostare al classico stile “porte di carta”; in effetti la dicotomia tra carta di riso e legno e’ una costante del Sol Levante e ne caratterizza l’eleganza e la personalita’.
Al giorno d’oggi, grazie anche alle scosse sismiche, case di questo genere sono molto rare: ad Ashiya (tra Osaka e Kobe) vi sono dei quartieri collinari che ancora ostentano casette di questo genere, ma solo all’interno; esternamente la carta e’ stata sostituita da lastre di vetro fotosensibile.

Le case sono aperte alla natura, sono integrate nella natura, come parte della cultura giapponese fin dai tempi delle case Taetana-Shiki (le primordiali case dalla forma conica). L’evoluzione delle abitazioni e’ stata naturale e sempre attenta all’ambiente circostante, preferendo materiali in armonia con la natura, con un occhio alle regole del Feng Shui cinese.
Togliamoci dalla testa di trovare un arredamento Meiji ai nostri giorni, anche nelle case piu’ tradizionali gli arredamenti hanno subito un radicale ammodernamento, com’e’ ovvio, nelle forme e nei materiali, senza pero’ trascurare gli elementi piu’ significativi.
Vediamo un esempio di appartamento moderno, locato in una citta’ industriale, un classico 2LDK – gergale per definire uno standard di 2 camere (utilizzate anche come stanze da letto), un soggiorno (Living room), una sala da pranzo (Dining room) ed una cucina (Kitchen), generalmente le ultime due stanze compongono uno spazio aperto – per tre persone (grazie a JNTO):

E gli interni?
Gli interni vengono sempre ottimizzati per il miglior confort possibile e la scelta degli arredi e’ affidata al gusto degli abitanti, secondo un’equazione piuttosto singolare: piu’ gli abitanti sono anziani e piu’ gli arredi saranno tradizionali e pregni di oggettistica datata (e di valore). Piu’ gli abitanti saranno giovani e meno classicita’ si potra’ ammirare, preferendo uno stile molto piu’ occidentale e meno ricercato.
Le eccezioni ovviamente sono costituite dagli architetti, dagli arredatori, ai designer e dagli appassionati, che riescono a rendere le loro abitazioni piccoli gioielli.
La classicita’ degli arredi significa molto per i proprietari, che non disdegnano la sobrieta’ spesso integrale.

Questa casa si trova a Kanazawa city Ishikawa-ken (Prefettura); tutte le pareti hanno una forza eccezionale data dal colore inusuale per una semplice abitazione. I complementi di arredo sono minimali ma esprimono la loro forza patriottica: la lampada-lanterna e’ decisamente il pezzo forte anche se il tavolo laccato e’ da solo una piccola gemma.


Un arredamento nel Tempio cinese Kofukuji, conosciuto anche come Nanking Temple, edificato nel 1624.
Ancora la sobrieta’ e’ padrona degli stili, le classiche porte scorrevoli shoji sono rivestite da un legno piu’ scuro per essere in tema con il tavolo tondo di legno grezzo e con l’alogena in piano.

Piccoli gioielli sono anche queste sedie Edo Hunter Green Lounge di Sitcom Furniture, meravigliose sedute in legno con grande cuscino in fibra naturale; il prezzo e’ meno confortevole (circa 600USD a sedia) ma se siete amanti del genere non potete lasciarvele sfuggire!

Japanese Architect propone delle soluzioni d’arredo chic e con un tocco vintage (ma non troppo) che trovo eleganti e sobrie, pur rispettando tutti gli elementi del design del Sol Levante. Reinterpretati con un tocco di modernita’ hanno sempre quel fascino retro’ delle case dei primi anni ’30:







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