Freelancing: i 5 errori piu’ comuni

Credo che sia universalmente riconosciuto che la vita del freelance e’ davvero pessima, avere a che fare con gente diversa ogni giorno puo’ essere deleterio; mangiare fuori (invitati dal cliente) in ristoranti etnici e lussuosi puo’ essere fastidioso; essere costretti a ritirare i soldoni a mano poi non ne parliamo.. insomma e’ un mondo davvero difficile =)

Per questo non c’e’ da stupirsi se tutti i freelance commettono errori di varia natura.. ma c’e’ una classifica che li riassume tutti in modo significativo, dal meno clamoroso a quello madornale!

5) accettare commissioni da amici e parenti proprio nel bel mezzo della dichiarazione dei redditi

Inutile girarci intorno: come gia’ detto e ridetto all’inizio della carriera ci si affida anche al vicino del lattaio pur di avere qualcosa da fare e da mettere online nel portfolio (piu’ vuoto del portafoglio vuoto di Zio Paperone). Si finisce sempre per impelagarsi in cose allucinanti..
La parte peggiore arriva quando state compilando per la prima volta la dichiarazione dei redditi, che si sa in Italia e’ peggio di un particellamento catastale!
Va a finire che inserirete nella casella dell’8×1000 il nome di vostra nonna e nel codice del sito la partita IVA dell’Associazione dei Petomani Anonimi!

4) cercare di fare bella figura con il cliente che ti chiama sul tuo nuovo iPhone e dirgli che sei immerso nel lavoro mentre con la videochiamata ti trova al bar di Boe a bisbocciare con gli amici

Non sghignazzate! Succede e anche spesso!
Tu sei li’, che ti stai facendo una partitella a biliardo con gli amici degli Hell’s Angels quando ti chiama il cliente.
Panico!
Zittisci tutti con gesti delle mani, agiti la camicia con pezze ascellari per ogni dove e fermi le palline sul tavolo con i piedi. Tutti trattengono il respiro e tu assumi l’aria di compatito indefesso lavoratore. Per rendere piu’ credibile la cosa dici anche di stare sfogliando da ore il mockup che hai disegnato a mano e simuli il rumore ingessando i capelli del barista con il dadino per le stecche. Lanci occhiate di compiaciuta soddisfazione per aver fregato il pollo e non comprendi perche’ tutti hanno l’espressione di chi ha visto la Margherita Hack nuda.
Mentre fingi di prendere appunti per la sua ultima richiesta ti cade l’occhio sul display del tuo nuovissimo iPhone4 e vedi che la videochiamata e’ impostata di default.. e noti l’espressione minatoria alla Don Zauker del cliente che sta sparando aria calda da ogni poro.

3) accettare di aiutare un amico a mettere online un sito semplice-semplice che richiede la programmazione della capsula Mercury della NASA

E’ la cosa piu’ semplice del mondo!
Cominciano sempre cosi’ le richieste piu’ mefitiche: arriva l’amico che ha bisogno di una cosa da due minuti e ti chiede un consiglio su come fare a mettere online due pagine, che lui non l’ha mai fatto e quando ha provato il pc si e’ spento.
Due minuti li puoi anche perdere in fondo, no?
Ok, accetta.
E li’ parte la sequela di cose da fare (cose che l’amico bastardo ti dice come se fossero dei dogmi rivelatori) che potrebbero aiutarlo a tirar su un poco di soldini che il gatto della cugina di sua nonna e’ stato cotto male e ha causato la lavanda gastrica anche al nipote del portiere del palazzo che e’ uno che di legge se ne intende e.. ah! ma.. eh! No, ehehh! Ah! Oh! Che sia mai che viene qualcuno.. eh! Aho! Enno eh! Eh gia’.. e non.. eh! Basta!

2) accettare di creare il logo per il circolo dell’uncinetto

Qui posso solo rimandare ad un post precedente, esplicatorio in pieno!

1) lavorare per cinque minuti al giorno cercando di far morire di noia il cliente, con la scusa che tanto un freelance ha gli orari che vuole

Potrei citare gli intercalari tipici di casa mia, ma sarei condannata per vilipendio e turpiloquio.
Mi limito a riportare un fatto realmente accaduto nel Sussex (nella bassa Inghilterra) ad un freelance di mezza eta’ con un passato da truffatore di strada. Io non ricordo i nomi ma questa storia e’ assolutamente vera (cercate in rete notizie in merito)!
Dunque, questo signore per meta’ della sua vita adulta ha fatto il bagarino, il mascalzoncello, il giocatore abusivo delle tre carte etc etc. Piu’ volte e’ andato in carcere per brevi periodi poiche’ non aveva commesso reati gravi; in carcere conosce molti personaggi, truffatori e anche alcuni poveri diavoli che sono finiti in prigione per piccoli crimini. Uno di questi e’ il proprietario – anzi, ex proprietario – di una piccola societa’ che si occupa di pubbliche relazioni in ambito di ristorazione. I due fanno amicizia, tanto che, all’uscita del truffaldino, le visite in carcere al nuovo amico imprenditore si susseguono.
Il mascalzoncino continua con i suoi piccoli inganni da strada ma si fa furbo e non viene piu’ arestato; una volta uscito anche l’amico imprenditore decidono di mettere insieme una piccola societa’, grazie alla piccola fortuna dell’imprenditore e alla sagace arguzia e parlantina del truffaldino. Riescono ad ottenere i locali per impiantare la loro ditta e fanno molti colloqui per reclutare personale in grado di pubblicizzare la loro impresa.
Tra di essi vi e’ una donna, e si sa che le donne portano sempre guai; la ragazza, giovane e avvenente (anche se in Inghilterra il concetto di bellezza e’ molto relativo, soprattutto riguardo ai denti) che ammalia i due uomini.
Un po’ in competizione, i due uomini decidono di giocarsi il tutto per tutto per arrivare al cuore della bella impiegata, concorrendo in una gara.

.. ecco, sentite, son quasi le 20 e la pianto qui, mi faccio i miei 5 minuti di lavoro e anche per oggi ho finito =)

L’immagine di copertina di Enrico Brignano e’ stata concessa dallo staff dell’autore stesso per l’utilizzo (grazie!); l’immagine di testa e’ di Blogtrepreneur.

full-stack graphic designer | social media manager | blogger, autrice e saggista | appassionata di Giappone, poker e pianoforte | mai senza occhiali da sole | attaccabrighe per natura