il primo Mashable non si scorda mai

Cosa ho imparato al mio primo Mashable Social Media Day

L’evento del Mashable Social Media Day & Innovation Days è la tre giorni tra le più positive in assoluto e mi chiedo ancora perché non l’abbia fatto prima..

Tre giorni immersa in un mondo che non avrei mai creduto mi potesse appartenere e invece, tra un cavolfiore e un mirtillo, mi sono ritrovata a parlare di latency e funnel come non avessi fatto altro nella vita!

Nella marea di cose che ho imparato, di persone che ho incontrato e di punti esperienza guadagnati, ci sono dei punti focali che sento il bisogno di rileggere quando il plugin, tra 3 mesi, sputerà fuori questo articolo su Twitter.

Autostrada deserta (ai confini della nebbia)

Partire alle 5:30 di casa ha i suoi lati positivi: poche macchine, niente luce solare.
Gli abbaglianti della Mercedes dietro di me che mi ricordano di cedere il passo alla cafoneria del “andavo a 180 all’ora”.
E poi la nebbia de Milàn.

Direttamente dalla tangenziale ovest.
Fino alle gonne delle lavastrade a piazzale Corvetto. Con i “peeeeeee-peeee-peeeeeeee” e i cappuccini.
Con le quattro frecce in doppia fila e i vigilantes a fumare appoggiati alle saracinesche delle banche.
Studenti con le orecchie foderate di Beats (ma io no!), alla faccia della crisi.
Una prostituta che torna a casa. Il supermercato aperto 24/7.
Il parcheggio fantasma o quello creativo o quello su due ruote sul marciapiede.
La città non mi manca, affatto.

Le donne meglio degli uomini

Il cromosoma XX è il punto focale dell’evento: perché in un mondo di uomini noi ci siamo fatte strada con eleganti tacchi a spillo e reggiseni di pizzo. Le donne non sono più le solite sciacquette slavate che si pensava un tempo, siamo conquistatrici di mondi e non abbiamo da temere alcun confronto. I migliori talk del Mashable Social Media Day li ho ascoltati da voci femminili.

Belle, vestite in un range che va da “splendore diurno con accessorio minimal” a “la notte mi fa un baffo con orecchini scintillanti” passando per “facciamo finta che sia vintage, e che scarpe carine!“. Il ruolo di “non ti si può guardare da quanto sei bella” (la frase originale è stata “fica senza precedenti e senza tette“) va alla madrina, nonché conduttrice dell’evento, Eleonora, direttamente dalle passerelle londinesi di Chanel.

Gli uomini..
Gli uomini hanno, nelle slide, foto che li fanno sembrare i nuovi principi azzurri, gli Stephen Hawkings de’ noattri.
Hanno queste pose quasi plastiche, impomatati e imbalsamati, l’aria dei leader; foto di quelle che vorresti ti chiedessero una prestazione casuale in bagno.

Poi salgono sul palco.
Vestiti quasi da scappati di casa, con i risvoltini ai pantaloni. Boscaioli, ruvidi.
Ma con idee che potrebbero spostare questo mondo e quell’altro! E capisci che non ti interessa in quale modo siano vestiti o quanto possano assomigliare alle foto sul grande schermo.
Vorresti solo un pezzo di loro, esattamente quella zona della materia grigia dove si è sviluppata la scintilla che cambierà la storia.

Tutto quello che ho scritto sopra non vale per Luca e Matteo.
Vabbè, ma tanto lo sapevate già..

Il rap dell’apaio

Mi parlano di “api”.
API, la prima cosa che penso.
Api, Ape Maya, Ape Magà.. la seconda cosa.
Ma Cristiano fa il verso della motoretta con le mani e guarda le due ApeCar posteggiate dietro di me.

Sono opere d’arte gastronomica che in un posto come il Talent Garden sono integrate quanto i pinguini di Madagascar nel mondo. Servono caffé, brioches, aperitivi, spritz, patatine, risotti, capesante in fricassea e peperoni lardellati.

Bene. Fine qui?
No. Spunta dal nulla un signore, che sembra il fratello magro di Jim Burns (The Fall) con la coppola. Inscena una gag in milanés e poi si diletta nel rap del panino. Un bootcamp a X-Factor non glielo leva nessuno.

Le persone

Non uomini e donne.
Ma cervelli senza paura.
Nessuno a sentirsi più fico di un’altro, nessuno a pensare di essere più importante di quello seduto dietro.

Perfino i guru sono down-to-earth.
E quando ho chiesto l’autografo a Matteo (Flora) e Luca (La Mesa) è stato un momento divertente e  molto “ez” (come dicono i ggiovani) – commovente, per me, a tratti!

 

Insomma, al prossimo Mashable Social Media Day & Innovation Days!

full-stack graphic designer | social media manager | community manager | blogger, autrice e saggista | appassionata di Giappone, poker e pianoforte | mai senza occhiali da sole | attaccabrighe per natura