10Q: AAA fotografo cercasi, serio, automunito e di spirito. Samuele Silva insomma!

Pare incredibile che anche oggi sia martedi’!
Giusto poche ore fa stavo contemplando il dolce dormire domenicale e.. zac! Eccoci pronti con una nuova intervista.
Stavolta cambiamo target, abbiamo ospite Samuele Silva, un fotografo, amico, bravo, genovese (e non so se questo sia un pregio), fan di Gianna Nannini (e questo di sicuro e’ un gran pregio!).

Perche’ un fotografo? Che c’entra con i designer?
Io credo che tutti siamo designer, a modo nostro e nella nostra professione; c’e’ la massaia che si fa un planning mentale sull’ordine delle pulizie e sistema meticolosamente i soprammobili e le cornici sul mobile. C’e’ il deejay che pianifica la scaletta del giorno e deve badare bene di abbinare musiche che combacino, che abbiano un’armonia particolare.
E c’e’ il fotografo che non solo cattura un istante di vita (vera o presunta) ma deve far combaciare i lembi di quel micromondo che sta ritraendo.

Samuele Silva

Samuele questo lo fa, i suoi soggetti sono variegati, dalle modelle (avete presente l’Angolo dell’Euforia Paradossa su TGM? Ecco, dippiu’!) alle vele d’epoca, sempre con una grande attenzione ai dettagli e alle atmosfere.
Ha un’ironia quasi pari alla mia, e’ dissacrante e.. leggete =)

Che cosa sogna un fotografo?
Io non sogno. Non riesco a sognare. Gli esperti del settore sostengono che tutti sognino, la differenza è nella memoria del sogno. Io non ricordo.

Sei un fotografo professionista, quindi si suppone che tu incassi un bel po’ di soldoni. Com’e’ che non ti sei trasferito ancora alle Bahamas? =)
Il mondo della fotografia è diventato molto difficile, una giungla. Se aggiungi che non sono un fotografo professionista hai trovato la quadratura del cerchio.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Nature morte, barattoli vuoti, cieli e nuvole o tope stratosferiche?
Non esiste un soggetto preferito anche se le persone sono sempre al vertice nella mia personalissima classifica. Possono essere eventi, reportage oppure semplice ritratto. Le donne hanno più piacere ad essere ritratte (quasi tutte) e quindi diventano un soggetto molto fotografato. Una bella foto di una bella ragazza è sempre molto gradita.

Che tu con le gentil donzelle nude hai certa affinita’.. ma dopo il servizio fotografico te la danno? =)
Mi è successo tre volte di avere storie o rapporti con donzelle fotografate dal sottoscritto. Mai dopo gli scatti. Forse si crea un feeling fra fotografo e fotografata, bisognerebbe chiedere a qualche investigatore della mente umana.

A mio modo di vedere anche i fotografi sono dei designer, come ho spiegato nel prologo, hanno bisogno di luci ottimali, disposizione dei fondali etc etc. Tu come ti arrangi?
Preferisco sempre la luce naturale. Qui le scuole di pensiero sono diverse: alcuni sostengono sia molto più difficile fotografare in esterni, altri dicono che le foto in studio siano più complesse. Io faccio sempre molta fatica ad armeggiare con faretti, fondali e pannelli. Preferisco lottare con il sole.

So che all’Ikea svendono anche macchine fotografiche fai-da-te: la tua l’hai presa li’? =)
Sono andato diverse volte all’Ikea, proprio di recente, e non ho visto macchine fotografiche. Dopo questa domanda ho anche dato una ripassata al catalogo ma non ho trovato materiale fotografico. Chi ti ha dato questa informazione?

Mi era arrivata la cartolina per il compleanno, una cosa tipo: “Ritira la tua Macchina Fotografica Fai-Da-Te all’Ikea di Grancia”.. credevo fossi un fruitore anche tu=) Comunque, quando hai capito che volevi fare il fotografo?
Ti rimando alla domanda quattro.

St’intervista e’ quasi un rebus.. E da grande che cosa vuoi fare? =)
Lo stenografo.

C’e’ molta concorrenza tra gli stenografi, e anche tra i fotografi, ci sono un sacco di persone che con una macchinetta pensano di essere i nuovi Cartier-Bresson e Nobuyoshi. Come si distinguono i tarocchi dai veri? Voglio dire: se vedo una tua foto so che e’ frutto di un lavoro professionale (e pagami un caffe’ =P) ma la gente comune come lo riconosce?
Mi piace descrivere la fotografia (soprattutto la mia) come ‘Passione e Composizione’. I tarocchi non hanno la passione e non sanno comporre. La passione ti permette di scattare tanto, ti porta a mostrare le tue foto e ti permette di migliorare. La composizione rende la foto vera, bella e godibile. Nobuyoshi non mi piace, alcuni suoi scatti sono interessanti ma la stragrande maggioranza della sua opera è volgare. Il caffè molto volentieri, anche un aperitivo se
preferisci.

L’aperitivo no, grazie, non bevo =)
E se non facessi il fotografo che faresti? Il cacciatore di Sarchiaponi? Apriresti un’agenzia di modelle?

Il Sarchiapone è un animale inventato da Walter Chiari e se si tratta di una velata accusa alla mia spocchia rispedisco la domanda al mittente. Senza rancore.

Spocchia, spocchia.. si fa presto a dire spocchia.. E poi io sono rancorosissima! =)
Senti, ma hai avuto mai un’affaire con una (o piu’) delle tue modelle?

Si qualche affaire c’è stato, anche se la parola Affaire mi ricorda sempre Dreyfuss.

Ed e’ vero che piu’ sono belle e piu’ sono sceme?
Purtroppo non è vero. Dico purtroppo perché ho sempre creduto che le cose debbano bilanciarsi. Invece mi ha capitato di incontrare ragazze molto belle e molto intelligenti. Ma anche brutte e stupide, e questo è molto triste.

Beh, alla fine c’e’ sempre una compensazione.. Che cosa ne pensi dei grafici, dei designer in generale? Sai, quella categoria di persone che pensano di avere sempre ragione.. =)
Qualche hanno fa ho conosciuto una ragazza che faceva la grafica. Fra noi amici amavamo chiamarla ‘la gra(n)fica’. Effettivamente lo era. Ci siamo persi di vista ma mi ritorna sempre in mente quando mi vengono fatte queste domande. La saluto, si chiama Elisa.

Quindi anche noi salutiamo Elisa, bella, brava e.. l’ultima domanda: sai giocare alla Lippa?
Questa tua ultima mi lascia perplesso. Spero solo si tratti di una domanda provocatoria. Sono stato campione italiano 9 volte e ho partecipato a tantissime competizioni mondiali. Nel 99 ho vinto la coppa del mondo di Lippa Classica ad Osaka. In quell’occasione vinsi anche grazie ad una nuova figura, da me inventata, detta ‘del pensiero vagante’ che rivoluzionò il modo di intendere la Lippa e che ancora adesso viene eseguita dai migliori del mondo. Ho smesso nel 2005 dopo essermi qualificato secondo agli Europei di Mendrisio, battuto solo dal fortissimo tedesco Gelsenkurgen. Adesso sono nel CIPL (comitato internazionale promozione Lippa) e credo (ecco un’esclusiva vera) che dal 2015 possa diventare sport Olimpico. Manca solo la firma di Rogge.
Ma siamo fiduciosi.

Posso inchinarmi al tuo sapere sulla Lippa?
Penso che ripieghero’ su Bac’ e Pandon (questa e’ solo per Ferraresi o veri intenditori) e mi congedero’ strisciando con lo sguardo basso e mesto.

Grazie a Samuele, che si e’ prestato (anche lui poi si riporta), lasciamolo andare a sistemare casa nuova =)

Noi ci vediamo martedi prossimo per 10Q, statemi bene e allenatevi per i prossimi mondiali di Lippa!

full-stack graphic designer | social media manager | blogger, autrice e saggista | appassionata di Giappone, poker e pianoforte | mai senza occhiali da sole | attaccabrighe per natura